Bambino cade al parco giochi: esclusa la responsabilità del comune Cassazione civile , sez. III, sentenza 25.08.2014 n° 18167

Con la sentenza 25 agosto 2014, n. 18167 la Corte di Cassazione ha affrontato la questione circa la sussistenza o meno della responsabilità civile ex art. 2051 c.c., in capo all’Ente Comunale, conseguente ai danni riportati dai bambini all’interno di un parco giochi. In particolare, nel caso di specie, un bambino di sei anni, nel mentre giovava su un cavallo a dondolo posto all’interno dei giardini comunali, riportava seri danni fisici a causa della caduta da un cavallo a dondolo.
Ai fini della risoluzione della problematica in esame, la Suprema Corte pone l’accento su due aspetti di particolare importanza: da un lato la possibilità per l’utente danneggiato di percepire o prevedere, con l’ordinaria diligenza, una situazione di possibile pericolo dall’utilizzo del bene; dall’altro lato a ciò si accompagna in ogni caso il dovere di cautela da parte del soggetto che entra in contatto con la cosa.
Tali elementi, prosegue al Corte, unitamente al fatto che il bene risulti in perfette condizioni di manutenzione ed adeguato agli standard dei manufatti del genere a cui appartiene ovvero che lo stesso non presenti al momento del sinistro difetti in grado di determinare pericoli anche in presenza di un utilizzo assolutamente corretto, valgono ad escludere la responsabilità del c.d. Custode ai sensi dell’art. 2051 c.c.
Applicando detto principio al caso in esame, dunque, la domanda di risarcimento danni subiti dal bimbo di sei anni veniva rigettata sulla base dell’assunto che un genitore (o comunque un adulto) che accompagna un bambino ha un dovere di vigilanza laddove quest’ultimo si appresti ad utilizzare un gioco, da cui possono derivare possibili rischi, comunque prevedibili con l’ordinaria diligenza.

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